Prodotti usati per un valore di 27 miliardi: oltre la metà delle vendite avviene online.

Nel 2024, l’economia dell’usato in Italia ha raggiunto un valore di 27 miliardi di euro, come spiegato da Giuseppe Pasceri, CEO di Subito, una piattaforma online per la compravendita di prodotti di ogni tipo. Questa economia, caratterizzata da una natura disintermediata e distribuita, reintegra valore nel mercato ed è stata scelta da oltre 27,2 milioni di italiani che hanno acquistato o venduto articoli usati. La crescita è continua, alimentata dal crescente numero di italiani che scelgono consapevolmente questa opzione per la sua natura circolare e sostenibile anche dal punto di vista economico.

Lo scorso anno ha segnato il sorpasso delle piattaforme online sui tradizionali mercatini. Oggetti, prodotti, capi d’abbigliamento, auto e moto, articoli sportivi e molto altro sono stati scambiati online per un valore di 14,4 miliardi di euro, pari al 54% del mercato totale, con un incremento di 4 punti percentuali rispetto al 2023, l’anno del pareggio. Nel 2014, solo 5,4 miliardi provenivano dall’online su un totale di 18 miliardi. Le transazioni online stanno quindi trainando la crescita complessiva del mercato, con il 69% degli italiani che affermano di aver comprato o venduto articoli pre-loved online.

Al centro degli scambi, sia online che offline, con un valore di 10,8 miliardi di euro, ci sono auto, furgoni e moto, con un trend sostanzialmente stabile rispetto al 2023. Segue il variegato insieme di oggetti per la casa e la persona, come abbigliamento, accessori ed elettrodomestici, che rappresentano un valore di 7,3 miliardi di euro, con un trend in costante crescita negli ultimi anni. Gli articoli di informatica ed elettronica di consumo ammontano a 5,2 miliardi di euro (+6%), mentre continua una leggera flessione per gli articoli sportivi, per gli hobby, i libri e gli strumenti musicali, che scendono a 3,1 miliardi di euro, in calo di cento milioni.

In media, la frequenza di acquisto e vendita è di una volta ogni sei mesi, con un picco di una volta ogni due o tre mesi nel 26% dei casi. L’usato rappresenta una risorsa preziosa per chi cerca di risparmiare, una necessità principale per il 61% del campione, messo alle strette dall’inflazione a doppia cifra degli ultimi anni. Tra le altre motivazioni, si registra un leggero calo.

Il CEO di Subito aggiunge che il digitale continuerà a crescere, grazie a un’esperienza sempre più simile all’e-commerce, che offre risposte rapide e sicure ai bisogni quotidiani. Accanto a questa, l’esperienza fisica di mercatini e negozi specializzati rimane comunque un piacere. Sembra esserci ancora spazio di crescita per la second hand economy, dove l’esigenza di risparmiare e la crescente scelta di ridurre il proprio impatto ambientale vanno di pari passo.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore

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