La democrazia si trova oggi più che mai a fronteggiare una sfida significativa: il populismo

Nel dicembre 2023, la Commissione Ue ha introdotto il “pacchetto per la difesa della democrazia”, delineando una strategia per salvaguardare un’Europa basata su democrazia, Stato di diritto e libertà fondamentali. Alla luce degli eventi recenti, i riferimenti del documento alla protezione dalle minacce interne ed esterne e alla lotta alla disinformazione risultano particolarmente rilevanti. Questi aspetti sollevano questioni controverse, che riguardano il ruolo della verità nel discorso politico, la natura inclusiva della democrazia e l’ascesa del populismo come reazione a processi di esclusione epistemica e linguistica.

Per comprendere appieno questo fenomeno, è essenziale inserirlo in un contesto più ampio: la crisi delle grandi ideologie e la conseguente frammentazione delle narrazioni che guidano il senso comune e la percezione della realtà politica. Il marxismo e il liberalismo, come grandi ideologie del Novecento, offrivano quadri interpretativi generali, capaci di fornire spiegazioni coerenti e strutturate sulla realtà sociale. Queste spiegazioni, pur nella loro rigidità, fornivano strumenti cognitivi accessibili per comprendere la complessità politica ed economica.

Il marxismo, ad esempio, permetteva di interpretare ogni evento politico come il risultato della dinamica della lotta di classe, mentre il liberalismo spiegava la storia come un processo di progressiva emancipazione individuale attraverso il mercato e la democrazia. Queste grandi meta-narrazioni avevano una funzione rassicurante: non solo offrivano un modo per leggere il mondo, ma permettevano di collocare gli eventi in una traiettoria prevedibile. Un crollo economico, una rivoluzione o una crisi politica non erano eventi inspiegabili o casuali, ma fenomeni che rientravano in un quadro teorico che li rendeva comprensibili a posteriori.

Con la caduta di queste ideologie e la trasformazione dei partiti in cartelli elettorali, la politica è diventata sempre più una elaborazione di questioni contingenti, priva di un quadro narrativo di lungo termine capace di fornire una chiave per decifrare gli eventi. In questa condizione, le persone meno dotate di capacità linguistiche e cognitive si trovano di fronte a un’accelerazione del progresso tecnico e un parallelo sovraccarico di informazioni, a cui fa riscontro l’assenza di una struttura interpretativa coerente.

Ciò rende difficile costruire una visione del mondo condivisa che dia senso agli eventi, a fronte di un panorama sempre più vasto e disparato di notizie e informazioni. Questo contesto di frammentazione e incertezza alimenta il populismo, che spesso si presenta come una risposta semplice e diretta a problemi complessi, sfruttando la mancanza di narrazioni unificanti che possano guidare la comprensione collettiva della realtà politica.

 

Fonte: Formiche.it

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