Nel 2026, Amilon, una PMI italiana parte del Gruppo Zucchetti, prevede di espandere la sua presenza internazionale aprendo nuove sedi in Portogallo e Repubblica Ceca. Questa mossa fa parte di un ambizioso piano di internazionalizzazione che mira a portare le soluzioni di gift card digitali dell’azienda a un pubblico più ampio in tutta Europa. Negli ultimi 18 mesi, Amilon ha intensificato gli investimenti nei servizi digitali, sviluppando tecnologie personalizzate per il settore retail e soluzioni software per la gestione delle gift card, oltre a esplorare il retail media.
Andrea Verri, CEO e co-fondatore di Amilon insieme a Fabio Regazzoni, sottolinea che l’obiettivo futuro è diversificare il business per ampliare i mercati di riferimento, generando maggiore profittabilità e anticipando le esigenze di aziende e consumatori. L’espansione dell’offerta è un passo fondamentale per la strategia di internazionalizzazione. Nei primi mesi del 2026, l’azienda punta ad aprire filiali in Portogallo e Repubblica Ceca, monitorando al contempo le evoluzioni in altri mercati dell’Est Europa.
Amilon è già presente a Madrid e Varsavia. In Spagna, l’assenza di una normativa sul welfare aziendale rappresenta un’opportunità futura, mentre la Polonia, grazie alle nuove norme sul welfare, è un mercato in forte crescita. Da lì, Amilon monitora le evoluzioni in Romania, Slovacchia, Lituania e altri paesi dell’area. L’obiettivo è raddoppiare la quota di vendite estere, passando dall’attuale 25% al 50% entro il 2030. I nuovi mercati offrono margini superiori grazie a una minore concorrenza e all’effetto novità, con i retailer più interessati a utilizzare le gift card come nuovo canale di vendita.
Le vendite di Amilon dovrebbero raggiungere i 650 milioni di euro entro la fine dell’anno, rispetto ai 450 milioni del 2024, con un EBITDA di 9 milioni. Verri afferma che l’obiettivo è raddoppiare la marginalità, in un mercato caratterizzato da grandi volumi e crescente competitività. Per questo motivo, l’azienda non sta considerando l’ingresso in mercati maturi come Francia, Germania e Regno Unito, preferendo puntare sull’effetto novità nei nuovi mercati esteri grazie alla diversificazione delle sue offerte.
Fonte: Il Sole 24 Ore



