Alcuni scienziati della Johannes Gutenberg University Mainz (JGU) hanno scoperto strani reperti all’interno di rocce calcaree situate in vari deserti dell’Africa occidentale e della penisola arabica, distanti centinaia di chilometri tra loro. Questi segni misteriosi, simili a piccoli tubi con un diametro di mezzo millimetro, sono diversi da qualsiasi altra traccia biologica conosciuta dalla comunità scientifica. Se la loro origine fosse collegata a nuovi organismi, questa scoperta potrebbe rivoluzionare la nostra comprensione delle forme di vita che prosperano in condizioni ambientali estreme.
In particolare, i paleontologi della JGU hanno individuato queste tracce nei deserti della Namibia, dell’Arabia Saudita e dell’Oman, alcune delle aree più inospitali del pianeta. “Ciò ci ha sorpreso perché questi segni non sono chiaramente il risultato di un processo geologico”, ha dichiarato Cees Passchier, docente della JGU e primo a individuare queste strane formazioni. “Al momento non sappiamo se si tratti di una forma di vita estinta o se sia ancora viva da qualche parte”.
A causa della loro forma, si sospetta che queste tracce siano state prodotte da organismi endolitici simili a microbi, che vivono all’interno della roccia. Tuttavia, una nuova ricerca suggerisce che queste tracce non siano recenti, ma potrebbero risalire a circa 2 milioni di anni fa, un’epoca in cui la nostra specie non esisteva ancora.
Anche se l’organismo responsabile della creazione di queste tracce non è ancora stato identificato, la loro comprensione potrebbe avere un impatto significativo. I microrganismi che interagiscono con la roccia potrebbero infatti decomporre i minerali e, in qualche modo ancora sconosciuto, bilanciare le quantità di carbonio presenti nell’atmosfera.
Fonte: Everyeye.it




