Venerdì 18 luglio si terrà uno sciopero nei discount Lidl per rivendicare un miglioramento dell’integrativo aziendale.

Dopo un altro nulla di fatto nelle trattative per il contratto integrativo aziendale, i sindacati annunciano una giornata di sciopero del personale di Lidl Italia per venerdì, confermando lo stato di agitazione. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, i sindacati nazionali di categoria, hanno comunicato l’esito negativo del confronto con la direzione di Lidl Italia, avvenuto il 10 luglio. Secondo la nota firmata dai sindacati, la proposta di Lidl Italia non soddisfa le aspettative né il mandato ricevuto dai lavoratori, sia per quanto riguarda la parte economica che l’organizzazione del lavoro.

Lo sciopero, previsto per venerdì 18 luglio, mira a sottolineare l’urgenza di trovare una soluzione adeguata al negoziato per il contratto integrativo aziendale di Lidl Italia, in corso da oltre due anni. L’obiettivo è migliorare le proposte dell’azienda, attualmente ritenute insoddisfacenti. La mobilitazione coinvolgerà tutti i lavoratori della filiera Lidl, inclusi quelli nei magazzini, nella rete di vendita e negli uffici, e si estenderà per l’intera giornata lavorativa. Inoltre, nell’ambito dello stato di agitazione, continueranno il blocco dei supplementari e degli straordinari.

In risposta alla nota sindacale, Lidl ha sottolineato di essere l’unica realtà del settore discount, e una delle poche nella GDO italiana, ad aver adottato volontariamente un contratto integrativo aziendale. Il comunicato dell’azienda evidenzia che, durante le trattative per il rinnovo, è stato proposto un pacchetto di misure migliorative con uno sforzo economico complessivo di 20 milioni aggiuntivi, corrispondente a un aumento superiore al 50% rispetto al contratto in essere. Lidl Italia retribuisce il lavoro al minuto e offre importi di superminimo in busta paga superiori a quelli del settore, oltre a una maggiorazione domenicale del 135%, rispetto al 30% previsto dal CCNL.

Parallelamente alla proposta economica, Lidl si è impegnata a istituire le 25 ore settimanali come monte ore minimo contrattuale, rispetto alle 18/20 ore previste dal CCNL di settore. Inoltre, è previsto il passaggio da 5° a 4° livello per i collaboratori nei centri logistici e l’introduzione di una sperimentazione per migliorare la pianificazione degli orari settimanali.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore

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