Trenta milioni di anni fa, prima che le prime specie di australopiteci e di uomini facessero la loro comparsa, i nostri antenati dovevano difendersi da numerosi predatori, alcuni dei quali molto enigmatici. Tra questi, il Bastetodon syrtos si distingueva come un formidabile ienodonte, capace di minacciare persino i proto-elefanti. Questa specie è stata recentemente scoperta in un sito fossile nel Fayum, in Egitto, e secondo i paleontologi potrebbe aver rappresentato la prima seria minaccia per i primati nella loro lunga storia evolutiva.
Prima che ghepardi e leoni evolvessero, il Bastetodon era il più temuto predatore dell’Africa settentrionale, un killer delle dimensioni di un leopardo moderno, senza rivali nel suo habitat. Gli ienodonti sono noti per la loro dentatura simile a quella delle iene moderne, ma a parte il nome, non condividono molto con i carnivori attuali della savana africana. Questi furono i primi grandi carnivori tra i mammiferi e dominarono come i più grandi carnivori terrestri del Cenozoico, con alcune specie che superavano le dimensioni degli orsi polari odierni.
La scoperta del Bastetodon rappresenta un passo significativo nella comprensione della diversità e dell’evoluzione degli ienodonti e della loro distribuzione globale. Shorouq Al-Ashqar, membro del team della Mansoura University che ha scoperto la nuova specie, ha dichiarato che questa scoperta è stata pubblicata nel Journal of Vertebrate Paleontology, suscitando l’interesse di molti ricercatori desiderosi di capire quali animali abbiano influenzato positivamente lo sviluppo dei nostri antenati.
Il Bastetodon era un animale imponente per la sua epoca, probabilmente capace di balzare sulle sue prede e smembrarle con una voracità impressionante. Per sfuggire a predatori di questo tipo, altri mammiferi svilupparono nuove strategie di difesa: alcuni aumentarono notevolmente di dimensioni, come elefanti e ippopotami; altri svilupparono armi, come i rinoceronti; mentre altri ancora, come i nostri antenati, acquisirono nuove capacità di fuga, nascondendosi tra le fronde degli alberi.
Alla fine, tuttavia, i cambiamenti climatici globali e la progressiva scomparsa delle foreste permisero agli antenati degli attuali canidi, felini e orsi di prevalere sugli ienodonti, meno adattabili dal punto di vista climatico.
Fonte: Everyeye.it




