Il filo di Arianna digitale ha condotto al primo blocco di multe, come risultato dell’azione di contrasto alla pirateria audiovisiva. Una battaglia che la Lega di Serie A, i club e i broadcaster sentono sempre più vitale. Una nuova legge, l’azione della Guardia di Finanza e delle Procure (in questo caso di Lecce), e l’allarme lanciato dai broadcaster detentori dei diritti (Dazn e Sky) hanno portato ora a un salto di qualità. Le multe agli utilizzatori finali. Non tanto: 154 euro. Ma c’è pur sempre da far fronte a una convocazione da parte della Guardia di Finanza, la consapevolezza di essere stati beccati e l’ingresso in quella black list che può portare anche a multe più rilevanti (5mila euro) o anche a procedimenti penali.
Se ne è parlato durante una conferenza stampa dedicata alla lotta contro la pirateria audiovisiva nel calcio, nella sede del Coni a Roma. «Questa è una norma che può essere applicata per sortire gli effetti che tutti aspettano. Da oggi in poi c’è tolleranza zero da parte delle istituzioni e della politica. Abbiamo creato una norma che speriamo possa produrre risultati, penso che oggi si è arrivati a un sistema che risolve tutti i problemi», ha detto Claudio Lotito, senatore di Forza Italia e relatore della norma antipirateria.
La legge 14 luglio 2023 n. 93, che ha visto proprio il senatore di Forza Italia e presidente della Lazio, attribuisce poteri straordinari all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per un contrasto rapidissimo: in pratica, Agcom potrà ora ordinare ai prestatori di servizi internet di disabilitare immediatamente l’accesso ai contenuti trasmessi illegalmente, attraverso il blocco dei DNS dei siti pirata. Il tutto entro 30 minuti dalla segnalazione del detentore dei diritti.
«È un tempo di intervento rapidissimo che pone la nostra legislazione all’avanguardia in Europa. A supporto di questa azione è stata sviluppata una piattaforma tecnologica unica, il Piracy Shield, in collaborazione con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, per automatizzare e rendere ancora più efficace il blocco tempestivo dei siti illegali. Abbiamo anche voluto responsabilizzare gli operatori di telecomunicazione: il messaggio è chiaro, gli internet provider devono collaborare attivamente e con urgenza nell’eseguire i blocchi, senza più zone d’ombra o ritardi tollerabili».
La legge colpisce sia chi offre illegalmente i contenuti sia chi ne fruisce. Sono previste sanzioni severissime: fino a 3 anni di reclusione per chi trasmette contenuti sportivi pirata e, come detto, multe fino a 5mila euro per gli utenti finali che li guardano.
«Grazie alla collaborazione tra la Componente Speciale e il Comando Provinciale di Lecce, 183 Reparti territoriali della Guardia di Finanza hanno sanzionato 2.266 utenti abusivi in 80 province italiane».
Fonte: Il Sole 24 Ore




