Nell’Eurozona, l’inflazione diminuisce, ma non quanto ci si aspettava

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L’inflazione dell’Eurozona è scesa al 2,4 per cento a febbraio ma è rimasta al di sopra delle previsioni. Nella Bce si potrebbe generare un braccio di ferro sulla politica monetaria. Dopo quattro mesi consecutivi di , i prezzi al consumo nell’Eurozona hanno invertito la tendenza. A febbraio si è registrato infatti un rallentamento, ma meno marcato rispetto a quanto previsto dagli analisti. Un fattore che potrebbe incidere sulle scelte di politica monetaria della Banca centrale europea, al cui interno c’è chi preme per scelte restrittive, in controtendenza rispetto ai tagli effettuati negli ultimi mesi. A trainare i dati nell’Eurozona sono stati Estonia, Croazia e BelgioSecondo le stime di Eurostat, il tasso d’inflazione annuale dell’Eurozona è sceso al 2,4 per cento nel febbraio 2025, rispetto al 2,5 per cento di gennaio. Gli analisti avevano ipotizzato invece un +2,3 per cento, che avrebbe avvicinato maggiormente all’obiettivo del 2 per cento fissato dalla Bce. Inoltre, su base mensile si è registrato un aumento dello 0,5 per cento: l’incremento più marcato dall’aprile dello scorso anno.A trainare i dati sono stati i servizi, con un aumento del 3,7 per cento su base annua. Un dato comunque migliore rispetto al +3,9 per cento del mese di gennaio. Per quanto riguarda i prodotti alimentari, alcolici e tabacco si è registrata invece un’accelerazione, dal 2,3 al 2,7 per cento, mentre l’inflazione di fondo, che esclude l’energia e i servizi, è scesa leggermente, dal 2,7 al 2,6 per cento. Tra i Paesi dell’Eurozona, è l’Estonia il Paese che ha registrato il tasso di inflazione annuale più alto, pari al 5 per cento, seguita dalla Croazia (4,7 per cento) (4,4 per cento). Quest’ultimo, su base mensile ha visto la crescita dei prezzi assestarsi su un +2,4 per cento: il dato più marcato da un anno. Cosa farà ora la Banca centrale europeaSi prevede che la Bce possa comunque ritoccare i tassi di 25 punti base nella riunione prevista il prossimo 6 marzo, con Ruben Segura-Cayuela, economista di Bank of America, che lo descrive però come “l’ultimo taglio facile”. In seguito, le divisioni tra i responsabili della politica monetaria all’Eurotower potrebbero acuirsi, e ne potrebbe conseguire un ritmo meno sostenuto delle sforbiciate. L’economista di Bnp Paribas Stéphane Colliac ha sottolineato in questo senso che l’inflazione nei servizi rimane elevata in tutta l’Eurozona. Lo stesso analista ritiene poi che la crescita dei prezzi nel comparto energia possa tornare nel breve termine, ma considera improbabile che possa risultare sostenuta: “Da qui all’estate, i prezzi dell’energia e quelli dei beni alimentari e industriali eserciteranno probabilmente pressioni al rialzo, ma un calo, anche limitato, dell’inflazione nei servizi dovrebbe garantire un contenimento complessivo nell’Eurozona in primavera e ci si dovrebbe stabilizzare attorno all’obiettivo del 2%.”

Fonte: Euro News

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