Con Think Cattleya, Saatchi & Saatchi e SDA Bocconi, prende forma una nuova iniziativa rivolta alle imprese per promuovere ambienti di lavoro family-friendly e politiche ESG orientate al benessere dei figli dei dipendenti. Un cortometraggio per parlare di welfare, diritti dell’infanzia e cultura aziendale. Ma, soprattutto, un progetto con ricadute concrete per le imprese e i loro collaboratori.
Si intitola “Quest’azienda è una grande famiglia” il nuovo corto lanciato da Unicef Italia in collaborazione con Think Cattleya e Saatchi & Saatchi. Il video – diretto da Igor Borghi – è disponibile dal 12 maggio su unicef.it/aziendefamilyfriendly e rappresenta il contenuto di punta della campagna a supporto della Family Friendly Workplace Initiative, il programma che Unicef promuove per accompagnare le aziende italiane verso modelli di gestione più attenti alla conciliazione vita-lavoro e alla tutela dei bambini.
Alla base dell’iniziativa c’è un impianto manageriale preciso, supportato dallo sviluppo di strumenti tecnici da parte di SDA Bocconi School of Management, con l’obiettivo di fornire alle imprese framework operativi per implementare politiche aziendali capaci di generare valore sia interno che reputazionale.
Obiettivi e target
La Family Friendly Workplace Initiative si rivolge principalmente alle grandi aziende, proponendo un approccio alla gestione delle risorse umane che considera il benessere dei figli dei dipendenti come una responsabilità condivisa tra impresa e lavoratore. Particolare attenzione è dedicata ai primi 1.000 giorni di vita del bambino, periodo riconosciuto da numerosi studi come cruciale per lo sviluppo cognitivo, emotivo e fisico.
L’adozione di politiche family-friendly – sottolinea Unicef – contribuisce alla riduzione dello stress lavorativo, al miglioramento della produttività, alla maggiore fidelizzazione dei dipendenti, oltre ad allinearsi con i criteri ESG e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’ONU. Per le imprese, si tratta anche di un vantaggio competitivo nella guerra dei talenti, in un contesto segnato da un crescente bisogno di inclusività e sostenibilità sociale.
Il cortometraggio
Nel corto, ambientato durante una riunione aziendale di fine anno, una voce fuori campo accompagna lo spettatore tra obiettivi, piani industriali e richiami alla performance. Ma in parallelo scorrono immagini di vita quotidiana: genitori assenti a recite scolastiche, ritardi all’uscita da scuola, momenti mancati. Un racconto che vuole stimolare una riflessione su come la cultura aziendale, troppo spesso sbilanciata su logiche di produttività, possa essere rivista per mettere al centro le persone.
«Think Cattleya – spiega Martino Benvenuti, general manager ed executive producer – da sempre costruisce una realtà inclusiva per i propri dipendenti.
Fonte: Il Sole 24 Ore




