L’intelligenza artificiale sta aumentando il consumo di energia, con la domanda che raddoppia ogni 100 giorni.

Potenziale immenso e alto consumo energetico

Durante il vertice “AI for Good” a Ginevra, è stato sottolineato che, sebbene l’intelligenza artificiale abbia un potenziale straordinario, il suo consumo energetico è altrettanto significativo. Questo solleva preoccupazioni sulla sostenibilità ambientale, poiché l’IA esercita una pressione crescente sui sistemi energetici globali, sulle risorse idriche e sui minerali critici.

Consumi elevati

Un esempio di questo consumo è dato da ChatGPT, che utilizza in media 0,34 Wh di elettricità per ogni richiesta, un valore tra 10 e 70 volte superiore a una ricerca su Google. Con circa un miliardo di richieste al giorno, il consumo annuo di ChatGPT equivale a quello di tre milioni di persone in Etiopia. I grandi nomi della tecnologia hanno già sottoscritto la Raccomandazione dell’Unesco sull’etica dell’intelligenza artificiale, impegnandosi a proteggere i diritti umani durante tutte le fasi di interazione con l’IA.

Domanda raddoppia ogni 100 giorni

La domanda di energia per l’IA raddoppia ogni 100 giorni, poiché questi strumenti diventano sempre più integrati nella vita quotidiana. L’ONU ha proposto di ridurre l’impronta energetica ponendo domande più brevi e utilizzando modelli più piccoli e specifici, che potrebbero ridurre il consumo di energia fino al 90% senza compromettere le prestazioni. Questa è una soluzione che i principali attori del settore stanno già considerando. Un’altra opzione suggerita dall’Unesco è quella di ridurre i suggerimenti da 300 a 150 parole.

La segretaria dell’Itu

Doreen Bogdan-Martin, segretaria generale dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU), ha espresso preoccupazione per il fatto che l’85% degli stati membri non abbia ancora una politica sull’IA. Inoltre, 2,6 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso a Internet. L’ITU si impegna a promuovere una governance inclusiva, radicata nelle esigenze locali e supportata da standard tecnici condivisi.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore

articolo originale