L’export di salumi verso l’UE registra una crescita del 13,9%

L’allarme per la peste suina e il caro-materie prime non fermano la crescita dei salumi italiani in Europa, con un incremento delle vendite del 13,9% nei primi 11 mesi del 2024. Questo dato è stato fornito da Assica, l’associazione che rappresenta le aziende italiane produttrici di insaccati, che ha anche confermato una crescita del valore dell’export europeo di oltre il 7%. I salumi italiani venduti nell’UE hanno superato le 151mila tonnellate nello stesso periodo. L’export totale di insaccati, considerando sia l’Europa che i Paesi terzi, ha registrato un aumento del 12,8% in volume, raggiungendo oltre 211mila tonnellate.

«Si tratta indubbiamente di un risultato molto lusinghiero», ha commentato Davide Calderone, direttore generale di Assica. «Questo è particolarmente significativo considerando le numerose difficoltà affrontate dal settore, come gli alti costi delle materie prime e le restrizioni commerciali dovute alla diffusione della peste suina africana. Siamo anche preoccupati per i recenti aumenti dei prezzi dell’energia e per le incertezze del quadro politico internazionale, che inevitabilmente influenzano il commercio».

Assica ha accolto con favore la recente decisione di Bruxelles riguardo al settore zootecnico: «Siamo grati alla Commissione UE per l’approvazione delle linee strategiche che guideranno le politiche europee nei prossimi cinque anni in materia di agricoltura e alimentazione», ha aggiunto Calderone. «Per il nostro settore, si tratta di una riabilitazione totale che speriamo si concretizzi nei fatti. Il passaggio a una posizione più inclusiva e non discriminatoria, soprattutto per quanto riguarda il settore zootecnico, è uno sviluppo positivo che merita di essere riconosciuto».

Sarà un viaggio nella storia, nella tradizione, ma anche nell’innovazione del settore, in una narrazione eterogenea che in ogni puntata vedrà la presenza di un ospite, per sfatare qualche falso mito, parlare di sostenibilità, di gusto, di conservazione degli alimenti, di nutrizione e molto altro. Ogni episodio, della durata di circa 15 minuti, sarà distribuito sulla piattaforma OnePodcast (Gruppo GEDI) e sulle principali piattaforme OTT come Spotify, Amazon Music e Apple Podcast, con l’obiettivo di raggiungere decine di migliaia di ascoltatori e appassionati.

Fonte: Il Sole 24 Ore