La decisione di Coop: via i prodotti israeliani
La Coop Alleanza 3.0, con oltre 350 punti vendita distribuiti dal Friuli-Venezia Giulia alla Puglia, ha scelto di rimuovere dai suoi scaffali i prodotti di origine israeliana. Questa decisione è stata presa dopo un rapporto della commissione etica e un intervento significativo di alcuni soci attivisti durante l’assemblea del 21 giugno. La cooperativa ha dichiarato che non può rimanere indifferente di fronte alle violenze nella Striscia di Gaza, e considera questa scelta un gesto di coerenza con i suoi principi. La Coop si schiera apertamente al fianco di enti e associazioni che chiedono la cessazione immediata delle operazioni militari e condanna il blocco degli aiuti umanitari imposto dal governo israeliano.
Reazioni e critiche: l’attacco di Agrusti
La decisione di Coop ha suscitato una forte reazione da parte di Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto Adriatico. In un’intervista al Gazzettino, Agrusti ha espresso il suo disappunto, definendo la scelta come “antisemitismo mascherato”. Ha dichiarato che non acquisterà più nei negozi Coop, criticando la penalizzazione di contadini e imprenditori israeliani che hanno contribuito a far rifiorire il deserto con tecnologie sostenibili. Agrusti ha sottolineato che queste persone non hanno alcun legame con le politiche del governo di Benjamin Netanyahu.
Gaza Cola e iniziative pro-Palestina
Oltre alla rimozione dei prodotti israeliani, Coop Alleanza ha introdotto la Gaza Cola, una bevanda solidale che simboleggia il sostegno alla popolazione palestinese. Questa non è l’unica iniziativa intrapresa dalla cooperativa per supportare la causa palestinese. Il gruppo ha anche aderito alla campagna nazionale “Coop For Refugees”, una raccolta fondi destinata a sostenere i rifugiati. Queste azioni riflettono l’impegno della Coop nel promuovere la pace e la solidarietà internazionale.
Fonte: Il Sole 24 Ore




