Un developer di THORChain, noto come Pluto, ha annunciato la sua partenza dal protocollo di liquidità decentralizzata a seguito di una decisione controversa riguardante transazioni legate alla Corea del Nord. La controversia è emersa dopo che un voto dei validatori della rete per bloccare queste transazioni è stato rapidamente annullato, sollevando preoccupazioni sulla governance della piattaforma e sulla sua resistenza alle sfide normative.
Resistenza dei validatori e crescente scrutinio
Pluto ha confermato le sue dimissioni in un post sui social media, dichiarando: “Non contribuirò più a THORChain.” Nonostante il suo ritiro, ha promesso di garantire una transizione fluida rimanendo disponibile fino a quando le sue responsabilità non saranno completamente trasferite. Questa mossa segna il culmine di una disputa su come il protocollo dovrebbe gestire le transazioni legate agli hacker nordcoreani. La decisione di annullare il voto sul blocco delle transazioni legate alla Corea del Nord non ha solo portato alle dimissioni di Pluto, ma ha anche spinto altri validatori a considerare di ritirarsi.
TCB, un validatore di spicco, ha avvertito che se la piattaforma non adotterà rapidamente misure per prevenire tali flussi illeciti, più contributori potrebbero andarsene. Nella loro dichiarazione, TCB ha evidenziato la portata del problema, notando che il Lazarus Group, un collettivo di hacker nordcoreani, ha canalizzato ingenti quantità di criptovaluta rubata attraverso THORChain. Questa situazione ha portato a un maggiore scrutinio da parte sia dei validatori che delle autorità esterne.
Le sfide alle affermazioni di decentralizzazione di THORChain
Aggiungendo urgenza alla questione, l’FBI e altre agenzie hanno esortato le piattaforme blockchain a bloccare le transazioni legate al Lazarus Group. Il gruppo è stato implicato in una serie di furti di criptovaluta di grande entità, incluso un attacco record che ha coinvolto 1,5 miliardi di dollari in fondi rubati.
La controversia ha innescato un dibattito più ampio sulle affermazioni di THORChain di essere un protocollo completamente decentralizzato. I critici, inclusi alcuni validatori, hanno sostenuto che la rete non è abbastanza decentralizzata per resistere alla pressione normativa o alle esigenze di un sistema veramente senza permessi. TCB e altri hanno sottolineato che il protocollo si basa su un numero relativamente ridotto di validatori, rendendolo più vulnerabile all’influenza centralizzata.
Il fondatore di THORChain, John-Paul Thorbjornsen, ha dichiarato che i nodi del protocollo sono progettati per seguire regole stabilite e che qualsiasi nodo non disposto a conformarsi può essere rimosso. Sebbene ciò garantisca un certo grado di controllo operativo, sottolinea anche la complessità di mantenere un equilibrio tra decentralizzazione e governance efficace. Thorbjornsen ha ulteriormente sottolineato che i nodi di THORChain non sono stati direttamente implicati dalle autorità e afferma che il design della piattaforma è inteso a consentire scambi aperti e senza permessi.
Fonte: Bitcoinist



