Il boicottaggio dei prodotti israeliani da parte delle catene della GDO sembra essere, per ora, un’iniziativa isolata, limitata alle decisioni di Coop Alleanza 3.0. Questa catena ha recentemente annunciato la rimozione di alcuni prodotti made in Israel dagli scaffali dei suoi market in otto regioni italiane. Nei negozi Coop Alleanza 3.0 è stata introdotta la Gaza Cola, disponibile in versioni con e senza zucchero, in lattine da 250 millilitri. Questa bevanda rappresenta una risposta dai territori occupati all’altra cola ed è parte di un progetto interamente di proprietà palestinese. I proventi delle vendite delle lattine contribuiranno alla ricostruzione di un ospedale nella Striscia di Gaza.
Da Israele provengono anche datteri, avocado, melograni e altri prodotti ortofrutticoli, spesso coltivati nelle terre occupate, oltre a cibi kosher. Il Sole-24 Ore ha contattato altre catene della GDO italiana che vendono prodotti alimentari e altri articoli provenienti da Israele, ma al momento nessuna sembra voler prendere una posizione simile. “È un’iniziativa di Coop Alleanza 3.0 i cui soci hanno deciso di prendere questa posizione. Ne prendiamo atto”, fanno sapere da Coop Italia. Le altre catene stanno monitorando l’evoluzione della situazione senza prendere una posizione.
Nel Regno Unito, la catena Co-op Group ha deciso di boicottare prodotti e ingredienti provenienti da 17 paesi dove si verificano violazioni dei diritti umani. L’elenco di Co-op include, ad esempio, carote importate da Israele, mango dal Mali, vodka russa e altri prodotti alimentari provenienti da Afghanistan, Bielorussia, Iran, Libia e Siria.
In passato, sono state annunciate diverse azioni di boicottaggio verso le merci israeliane, come fiori, agrumi, pompelmi, prodotti cosmetici a base di alghe del Mar Morto e piatti kosher. Coop Alleanza 3.0 ha aderito alla campagna nazionale “Coop for refugees” e, già da alcune settimane, ha scelto di inserire nel suo assortimento un prodotto particolare: la Gaza Cola. Questo gesto è soprattutto politico, poiché vengono tolte dalla vendita alcune referenze di arachidi con la marca del distributore e confezioni di salsa Tahina, prodotte in Israele, oltre agli articoli a marchio Sodastream, società israeliana con sede a Kfar Saba, dal 2018 di proprietà della multinazionale USA PepsiCo.
Fonte: Il Sole 24 Ore




