In un contesto di forte polarizzazione e crescente xenofobia, Madrid si distingue per la sua politica di accoglienza. Nonostante la rapida crescita economica, la disoccupazione rimane elevata e il sistema pensionistico necessita urgentemente di un maggior numero di lavoratori per sostenersi. I lavoratori stranieri hanno reso l’economia spagnola particolarmente dinamica, ma ciò non ha impedito al Paese iberico di affrontare sfide significative.
Il contributo dei lavoratori stranieri
“Bonàrea non sarebbe quello che è se non fosse per coloro che sono venuti qui a lavorare. Dobbiamo essere grati a loro”, ha dichiarato Xavier Moreno, responsabile delle risorse umane di un salumificio locale, all’Associated Press. L’impiego di manodopera straniera ha contribuito a migliorare le performance economiche della Spagna, superando la media dell’eurozona (0,8%) secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Inoltre, la Spagna ha registrato una crescita superiore al 2,8% degli Stati Uniti, dove il presidente Donald Trump ha adottato politiche restrittive sull’immigrazione.
Il ruolo cruciale degli stranieri nel mercato del lavoro
Il ministero spagnolo per la Sicurezza sociale e la Migrazione ha rivelato che il 45% dei nuovi posti di lavoro creati dal 2022 è stato occupato da circa mezzo milione di lavoratori nati all’estero. Gli stranieri, che rappresentano circa tre milioni di persone, svolgono lavori spesso poco attrattivi per i locali, ma essenziali per l’economia. “Avevamo due modi per affrontare la sfida”, ha dichiarato il ministro Elma Saiz all’AP. “Permettere che la Spagna fosse uno Stato chiuso e povero o uno aperto e prospero”.
Il modello d’integrazione spagnolo
Nonostante la crescita di forze politiche anti-migranti e anti-islam, la loro influenza in Spagna non è così marcata come in altri Paesi europei. Mohamed Es-Saile, 38 anni, è un esempio di integrazione riuscita: arrivato illegalmente dal Marocco a 16 anni, attraversando l’exclave nordafricana di Ceuta, ora lavora e contribuisce alla società spagnola.
La crescita demografica e il sistema previdenziale
La crescita demografica post-pandemia è stata principalmente alimentata dall’immigrazione. L’istituto di previdenza sociale riconosce ai nuovi arrivati il merito di sostenere il sistema pensionistico del Paese, in un contesto di invecchiamento della popolazione. Secondo la banca, l’85% delle 433mila persone che hanno trovato lavoro tra gennaio e settembre dell’anno scorso erano stranieri.
Il traino dei servizi e l’integrazione economica
La Spagna, trainata dal settore dei servizi, ha visto un afflusso di migranti economici dal Sud America, che si integrano rapidamente nel mercato del lavoro e nel tessuto sociale grazie alla lingua comune. Pedro Aznar, professore di economia presso la Esade Business School di Barcellona, ha sottolineato come l’afflusso di lavoratori stranieri abbia permesso a Madrid di superare la Germania, tradizionale motore dell’economia europea.
Fonte: Euro News



