Energia e dazi: per chi suona la campana di Draghi?

Il 18 febbraio 2025, Mario Draghi ha nuovamente richiamato l’attenzione dell’Europa, questa volta durante un discorso all’eurocamera in occasione della settimana parlamentare. A pochi giorni dalla sua intervista sul Financial Times, in cui criticava l’Europa per la sua mancanza di introspezione e per i lamenti sui dazi, Draghi ha ribadito il suo messaggio: l’Europa deve svegliarsi, altrimenti qualcun altro lo farà per lei, e non sarà piacevole.

La corsa alla tecnologia

Uno dei principali problemi evidenziati da Draghi è il ritardo dell’Europa nella corsa alla tecnologia, in particolare nel campo dell’intelligenza artificiale, mentre Stati Uniti e Cina avanzano rapidamente. “Negli ultimi mesi, le sfide per l’UE sono aumentate e l’urgenza di trovare una risposta adeguata e unitaria è ancora maggiore, specialmente nell’innovazione tecnologica dove l’Europa è rimasta indietro”, ha dichiarato l’ex presidente della BCE. Ha sottolineato come i progressi nell’intelligenza artificiale siano accelerati, con modelli che raggiungono quasi il 90% di accuratezza nei test di riferimento per il ragionamento scientifico, superando gli esperti umani. Tuttavia, la maggior parte di questi progressi avviene al di fuori dell’Europa, con otto dei dieci principali modelli linguistici sviluppati negli Stati Uniti e gli altri due in Cina. Draghi ha evidenziato che, sebbene la frontiera tecnologica si stia allontanando, il calo dei costi rappresenta un’opportunità per l’Europa di recuperare terreno.

La questione energetica

Un altro punto critico sollevato da Draghi riguarda l’energia. I prezzi del gas naturale rimangono altamente volatili, con un aumento di circa il 40% da settembre, e i margini sulle importazioni di GNL dagli Stati Uniti sono cresciuti significativamente. Draghi ha sottolineato l’importanza di affrontare queste sfide energetiche per garantire la competitività dell’Europa nel contesto globale. Ha anche menzionato la nuova situazione negli Stati Uniti con i dazi minacciati dall’amministrazione Trump, che si aggiunge al già complesso confronto geopolitico con la Cina.

Draghi ha concluso il suo discorso sottolineando che i cambiamenti in atto sono in linea con le tendenze precedentemente delineate, ma il senso di urgenza per intraprendere un cambiamento radicale è diventato ancora più forte. Ha fatto riferimento al suo rapporto di oltre 400 pagine presentato alla Commissione europea lo scorso autunno, ribadendo la necessità di un’azione decisa e coordinata per affrontare le sfide tecnologiche ed energetiche che l’Europa deve affrontare.

Fonte: Formiche.it

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