Dalla compagnia aerea al call center: il percorso degli ex dipendenti di Air Italy tre anni dopo la chiusura

La fine del sogno

La storia di Air Italy, nata dalla trasformazione di Meridiana Fly, è un racconto di sogni infranti e speranze ancora vive. La compagnia, che ha le sue radici in Alisarda, fondata dal principe Aga Khan nel 1963, aveva l’obiettivo di collegare la Gallura e il nord-est della Sardegna con la penisola e l’Europa. Tuttavia, tre anni fa, la compagnia sardo-qatariota è stata liquidata, portando al licenziamento collettivo di tutto il personale, dai piloti agli amministrativi. Questo ha scatenato mobilitazioni sindacali e l’annuncio della Regione Sardegna di voler creare una nuova compagnia aerea sarda.

Tutti a casa

La chiusura di Air Italy ha lasciato 1.200 lavoratori, metà dei quali sardi, senza lavoro. Alcuni sono riusciti a trovare impiego in altre compagnie aeree come ITA, Aeroitalia e Ryanair, mentre altri, come i lavoratori del call center e gli amministrativi, hanno trovato opportunità nelle società di gestione. Tuttavia, molti hanno dovuto reinventarsi per non abbandonare le loro famiglie. Carla, ad esempio, ha accettato un lavoro in un call center in un settore completamente diverso, non avendo la possibilità di trasferirsi in un’altra regione.

Il futuro del settore aeronautico

Nonostante la delusione e l’amarezza, ci sono ancora speranze per il futuro. Arnaldo Boeddu, segretario regionale della Filt trasporti della Cgil, sottolinea che le competenze di alto livello presenti nel polo possono ancora essere valorizzate. Un esempio è il polo di manutenzione degli aeromobili Atitech, dove sono stati assunti poco più di 40 lavoratori. C’è la convinzione che un futuro nel settore aeronautico sia ancora possibile, grazie alle competenze e all’esperienza accumulate nel tempo.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore

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