Lo scorso anno, il sistema del franchising ha registrato un giro d’affari di 35,8 miliardi di euro, segnando un incremento del 5,4% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, nel 2023, il fatturato era aumentato del 9,9%. Anche le aperture di nuovi punti vendita hanno seguito una dinamica simile. Nel 2024, sono state raggiunte le 67.275 attività, con un incremento del 2,2%, mentre l’anno precedente la crescita era stata del 7,6%. Questo rallentamento è principalmente dovuto alla congiuntura economica e alla perdita di potere d’acquisto delle famiglie.
Questi dati chiave emergono dal Rapporto Assofranchising Italia 2025 «Strutture, tendenze e scenari», realizzato da Nomisma. «In un contesto economico ancora caratterizzato da incertezze, il franchising si conferma come modello solido», si legge nel report. Il numero di insegne attive è rimasto sostanzialmente stabile, mentre si è registrata una crescita, seppur più contenuta rispetto al 2023, dei punti vendita, degli occupati e del fatturato. Questo risultato evidenzia la capacità del settore di adattarsi e continuare a svilupparsi anche in uno scenario non privo di criticità.
Per quest’anno, le previsioni sul fatturato complessivo del comparto del franchising indicano una crescita del 3,9%. Sebbene l’intensità della crescita sia inferiore rispetto alla precedente rilevazione, tutti gli indicatori di performance del comparto, che rappresenta l’1,8% del valore aggiunto nazionale, sono coinvolti. Nel 2024, il numero di occupati è aumentato, attestandosi a 293.791 addetti, con un incremento del 2,1% rispetto al 2023. Considerando le reti attive, si inverte il trend discendente manifestatosi negli scorsi anni. Nel 2024, le insegne operative in Italia sono in totale 931, con una crescita di due decimi di punto sul 2023.
Analizzando il giro d’affari generato, tra i settori merceologici più importanti vi sono la grande distribuzione organizzata, con un giro d’affari di 12,6 miliardi, seguita dall’abbigliamento (7,4 miliardi) e dai servizi (6,7 miliardi). L’unico settore che non ha registrato crescita è quello relativo alla casa, che ha visto una riduzione del giro d’affari dell’1,4% rispetto al 2023.
«Oggi le reti puntano a operazioni multi unit, ma occorre ricordare che l’affiliazione commerciale è nata e cresciuta anche e soprattutto con l’autoimpiego», sottolinea Alberto Cogliati, presidente di Assofranchising. «Come è evidente dal nostro report, l’iniziativa imprenditoriale non manca a chi decide di aprire un’attività in franchising. E questa attitudine potrebbe rappresentare una grandissima opportunità anche per quei professionisti che hanno perso il lavoro. Per questo motivo, sarebbe importante incontrarli tramite i servizi di outplacement per fare cultura e formazione sul franchising, presentando loro questo modello vincente».
Fonte: Il Sole 24 Ore




